martedì 19 aprile 2011

To leave or not to live?

Che fare?

Palle in mano, soldi in tasca, futuro incerto e andare.
Palle in tasca, soldi in banca, futuro sicuro e stare.

Ma se andare non fosse prova di coraggio ma di codardia?
Ma se stare non fosse prova di codardia ma di coraggio?




Certo non è così semplice la decisione quando l'INdecisione si fonda non solo sull'azione ma è radicata nel pensiero e soprattutto nell'etica del pensiero.

Penso troppo e agisco troppo poco

venerdì 15 aprile 2011

Sola_mente

Buffo come funzionino le relazioni interpersonali. Quando hai assoluto bisogno di socialià, di gente, di essere un po' al centro dell'attenzione pare che il mondo si giri dalla parte opposta. E ti rifugi nelle tue cose. Negli interessi.
Nei film. Nei libri. Nella musica.
Ti ci ranicchi dentro, ne fai il tuo rifugio. Permeabile. Come a diventare un tutt'uno con una coperta.
Una coperta di stimoli.
E da buona coperta ti avvolge così tanto da farti scordare il resto, d'un tratto non hai più bisogno della "gente". Hai le tue cose, ti rendono felice. Perché la gente è niente. E' effimera. Non ti può star vicina, è come uno sciame, ti ronza intorno un po', poi si disinteressa e va a ronzare intorno a qualcun altro. Per un istante quando è attorno a te ti scalda, ti fa sentire parte di qualcosa, ma è solo un illusione. La gente è troia. E con tutto il rispetto. Per le prostitute. Sia chiaro.
Ed ecco che accade. Come tutte le cose che ti si appiccicano quando non vuoi, d'un tratto l'occhio del mondo si gira verso di te e sei di nuovo li, avvolto dallo sciame. Perché non ne hai bisogno, stai meglio senza. Sicuramente staresti meglio senza. E allora c'è.

E allora come cazzo deve fare uno?
Far sempre finta che non gli serva questo o quello?
Prendersi per il culo da solo? 
Può darsi.



C'è solo una persona.
Il resto sono tette, culi e bei discorsi.