lunedì 27 febbraio 2012

E mentre prendo dal primo idiota che passa lezioni di poesia...

Conosci la storia, quella lì dai! Ma si che la sai!
Quella dei gemelli separati alla nascita, cresciuti agli antipodi del mondo. Uno in una famiglia agiata, cullato nel lusso, nei vizi, nella società-bene. L'altro in un paese difficile, in una famiglia non dico povera ma per usare un termine radical-chic quantomeno proletaria, abituato fin dai primissimi anni di vita a doversi guadagnare tutto, a non dare mai nulla per scontato, a lottare per ciò in cui crede.
Ebbene questi due per quanto conducano due vite diametralmente opposte, avranno dei momenti chiave della vita, come delle stazioni ferroviarie, in cui giungeranno alle stesse conclusioni.
Sembra incredibile ma è vero, e se ci pensassi bene ti renderesti conto di conoscerla già questa storia, ne sono sicuro.


E' davvero buffo che da due punti di partenza differenti e da due cammini differenti due persone possano arrivare alle stesse conclusioni, eppure è così.
Entwined Together Now.




...vaffanculo! Io canto di te.

Da soli nel paese che sembra una scarpa

Potare
dal latino putàre: pulire, nettare. Verbo transitivo
Tagliare i rami in eccesso da un albero o da un cespuglio al fine di modificarne la forma o di favorirne la crescita.
senso fig. : abbreviare uno scritto eliminandone le parti superflue.




La potatura consiste in una gamma di interventi atti a modificare il modo naturale di vegetare e fruttificare di una pianta.
Non si tratta quindi solo di interventi cesori, ma anche di modificazioni di posizione dei rami e di altri interventi, quali trattamenti con fitoregolatori [potatura chimica] che modificano in modo analogo ai tagli l'habitus della pianta o di sue parti.
Pur se sono possibili interventi di potatura sulle piante erbacee normalmente la potatura è condotta su piante arboree da frutto e ornamentali
La potatura si propone di modificare la pianta per raggiungere una serie di obiettivi:
- dare alla pianta una forma idonea all'utilizzazione ottimale della luce [ma anche per facilitare le operazioni colturali];
-accelerare lo sviluppo dei giovani alberi per raggiungere al più presto lo scheletro definitivo e l'entrata in produzione;
-raggiungere un equilibrio chioma/radici e fase vegetativa/fase riproduttiva per una produzione costante, alta e di qualità;
-far si che le piante si adattino alla fertilità agronomica;
-estendere il ciclo produttivo nelle piante senescenti.


Come sempre capita quando arriva qualcosa di brutto nella vita è rapidamente seguito da qualcos'altro di uguale o maggiore bruttezza.
Allo stesso modo, se capita qualcosa di bello, non riesci a gustarlo che capita qualcos'altro a rubare le attenzioni al primo.
Una vita intera a denigrare questo posto, a non volerci stare a decantarne tutti i difetti, tenendo stretti e celati anche i pregi più evidenti e quando è il momento di abbandonarlo ecco li che una sorta di tristezza fa capolino.
Sarà per l'ovvietà che non ti accorgi della bellezza delle cose finché non le perdi.
Non credo.
Penso piuttosto che quando decidi o ti trovi a dover stare in un posto inizi piano piano ad affondare le radici nel suo terreno [giornata nazionale della botanica] e queste spingono e  spingono più a fondo fino ad arrivare nello strato ricco di humus e altre sostanze nutritive. E iniziano a tettare. 
E il nutrimento inizia a muoversi piano piano, risale fino ad arrivare al tronco e proprio quando stai per usufruirne ecco che zac. Taglio netto, si preleva, si sposta in un altro terreno e tutto ricomincia.
Ben lontano dall'essere un'apologia [cfr. http://ilpianetadellescimmie.blogspot.com/2011/07/all-apologies.html], quella è solo per pochi eletti. Solo un piccolo grazie, alla fine non sono stato proprio male. O forse lo sono stato ma ormai è acqua passata. 
Ci sono motivi per tornare qui ogni tanto, motivi fatti di persone, di posti, di fango e di aria.


But if you cling of the past, ignoring the rest
I gotta confess you're on a dead end track
Leave it behind, you're out of time!

venerdì 10 febbraio 2012

Ci sono molti Moody

Ce n'è stato uno, quello vero, iniziale, che era innamorato di Karen e avrebbe mosso mari e monti pur di riconquistarla. Lei stava con un altro, non perché lo amasse ma solo perché voleva semplicità, linearità, voleva andare a letto col suo uomo e trovarsi accanto l'indomani lo stesso uomo, non aver a che fare con un bambino narcisista indeciso e insicuro e lunatico. Ma amava lui, Hank. E lui amava lei e la rivoleva a tutti i costi.


Ci ha messo dodici puntate ma se l'è ripresa.


Poi ce n'è stato un altro che non sapeva più come stare con lei. Il suo vortice di insicurezza lo aveva imprigionato e lui non sapeva più come uscirne. Lui ci provava a rimanerle fedele e a star con lei ma per quanto lei fosse la cosa più importante dell'Hank-mondo lui continuava a farsi trascinare in quelle cazzate che lo avevano portato lontano da lei nella storia antica.


Il terzo Hank Moody era un uomo confuso che si barcamenava tra una studentessa vogliosa, una professoressa repressa e un'altra che non ricordo neppure, figuriamoci quanto fosse significativa ai fini della storia e del suo [di Hank] amore incondizionato. E' stata Karen in questo momento a fare la differenza. E' tornata e se l'è ripreso e lui non aspettava altro. Peccato per quella storiaccia del sesso, seppur consenziente, con una minorenne e figliastra di Karen [Beautiful SUQA], altrimenti i due avrebbero vissuto "felici e contenti". Ma che telefilm sarebbe senza un dramma?


La sua [sempre di Hank Moody, n,d,r,] quarta versione già tossiva. Un uomo sull'orlo della disfatta sociale e lavorativa per via del processo per pedofilia - finta - che in un momento determinante della sua vita pensa solo a giacere [fottere, nel testo letterale n.d.r.] col suo avvocato [donna. e non donna a caso ma Carla Gugino, n.d.r.]. Meno male che Karen ancora ci mette una pezza riportando Hank ad un piano un pochino più profondo del "io uomo, tu donna e figa, io fotte".


Hank the fifth è un uomo che, passati tre anni, ancora sogna Karen, pur essendo assolutamente favorevole al suo di lei rapporto serio con un suo di lui conoscente e rivale, non solo nella vita ma, a quanto pare, soprattutto, nell'amore.


Hank è sempre Hank ma a me piaceva quell'Hank the first.
Forse l'ho un po' idealizzato, lo ammetto, ma era bello vederlo uscire dalle situazioni più surreali con una battutina ad effetto condita con qualche volgarità messa al punto giusto e col sorrisetto del bambino colto a rubare la marmellata stampato in faccia.
Era un uomo perennemente cinico e depresso, odiava il mondo in cui sguazzava e per questo lo affrontava con occhio critico e tagliente. L'unica cosa che lo riportava ad un piano di umanità e benessere era la sua Karen. Solo in suadilei presenza, fisica o mentale che fosse, riusciva ad elevarsi ad una persona superiore, come direbbe Foer.


La conclusione lampante è che senza Karen non ci sarebbe Hank, o meglio ci sarebbe un Hank uomo comune, poco interessante e per niente particolare. E non è la banalità che dietro ad ogni grande uomo c'è sempre una grande donna, quanto piuttosto lo scopo, il motivo per vivere e non per sopravvivere.


Here Lies Hank Moody,
once writer from New York. Man proud to be a man. Ironical, unsuitable and unfaithful.
Then playwriter in LA, insubstantial, material, rude and predictable. And BASE.


The Wife-in-Life Karen



Eroe del mio inferno privato, sei un giro di routine. 
Indossi il vuoto con classe ma è tutto ciò che avrai.
Perché quando il dolore è più grande poi non senti più. 
E per sentirmi vivo ti ucciderò.