...is not enough to show i care.
martedì 12 giugno 2012
eight days a week
confessioni segrete rubate un po' alla volta, tirate fuori con l'uncino da posti impensati e in posti impensati. cose che non sarebbero state da dire ma sono uscite e non si possono far rientrare. pacchi regalo con la molla e il volto di un clown dentro."ma tu chi sei?" - "una scritta, una voce". parti in macchina e non sai dove andare. e le altre macchine ti puntano i fari addosso e ti deridono perché loro lo sanno dove andare. ma alla fine ci vai lo stesso dove non sai, perché in fondo non importa. perché in fondo ci vai sempre. in fondo. nella voce di santamaria le parole "uomini che odiano le donne". quest'uomo che odia questa donna. questa donna che odia quest'uomo. questa musica attesa ma che non arriva, solo parole. tante parole dette, ripetute. non dette, sostituite da sospiri. il bello del tabacco è che non finisce. mai. a differenza delle sigarette che non ci sono mai, quando servono. se guidi sono più comode. ma per stare seduti e sbatterci in faccia verità intere ed altre a metà il tabacco è perfetto. e sbuffare opinioni avvolte da fumo denso, che si mischia con l'umidità di fuori e non profuma per niente. ma nelle mani profuma e molto. e tu lo annusi e ti piace e me lo ripeti. mi piace. radiazioni che infiammano orecchie e calore che entra, soprattutto calore che entra. mani pulite, mani sporche. si ma di te. mani che disegnano percorsi immaginari e raccontano storie, dicono più delle parole perché le parole giuste non sempre trovano il momento giusto per manifestarsi. ma le parole sbagliate si. e poi volano via. salgono in cielo e diventano nuvole, si scontrano e fanno piovere perché si sentono in colpa. sanno il momento esatto in cui c'è bisogno di loro. e intervengono, in equilibrio planetario. i tuoi oroscopi dicono no, ma ci si fanno delle grosse risate e io le assecondo. ci sono così tanti no qui intorno eppure l'unica cosa che mi viene da dire è si. no di tutti i tipi, no che si dispongono in formazione e li puoi disegnare su una mappa. e così sai esattamente dove andare a cercare i si di cui hai bisogno. ma hai davvero bisogno di si? bolle di sapone in quest'aria viziata e costretta, non possono scappare e così si aggrappano a quel che trovano e corrono sui peli come criceti dentro le ruote. e cambiano colore e fanno tanto ridere. mi fanno tanto ridere. ti fanno tanto ridere. e cresce la lista di cose per cui c'è tanto da ridere. per cui proprio non si può fare altro. esci e guardi in basso. dentro ai piedi che tesoro hai? nessuno, è il mondo che pesa e ti schiaccia giù e quando torni il peso svanisce ma la testa è sempre in basso e il collo ti fa male. solo le mani riescono a risollevare la testa. e la situazione. mani che si insinuano in quel groviglio che è la tua testa e in qualche modo ne hanno la meglio. e ciao. e ciao. e ciao. e ciao. e tanti ciao da salutare una città. da inaugurarci un negozio. cosa vende non si sa, ma sembra bello visto da fuori.
mercoledì 6 giugno 2012
evenflow
...grsss...
...grrrrg...gr....ss....
qui parco chiama etere-rispondi etere-passo
qui parco chiama etere-rispondi etere-passo
se mi senti etere....grrsssss.....recapitare messaggio...grsss.....
confermare-passo
niente, nessuna risposta. chissà se avrà capito. chissà se avrà recapitato il messaggio.
forse ora il messaggio è li che gironzola senza destinazione.
forse prova ogni terminazione fino a raggiungere quella giusta.
si. probabilmente fa come la formica quando è su un tavolo e tu le chiudi le dita intorno a formare un cerchio.
lei mica segue tutto il perimetro a cercare un'uscita. no.
sbatte. con delicatezza, sia chiaro. però sbatte.
sceglie un punto, uno che ritiene più opportuno e lo punta, trova l'ostacolo e torna indietro.
non a passo di gambero, ruota proprio su se stessa e torna indietro.
e non torna neppure al punto di partenza, bensì in un punto non ben precisato tra quello di partenza e l'ostacolo.
che poi "non ben precisato" è una finzione letteraria perché per lei è assolutamente prestabilito. sicuro.
non mi azzarderei a dire che torna indietro della metà della distanza compresa tra il punto di partenza ed il perimetro ma dev'essere qualcosa di simile. poiché la distanza che la separa dal confine ogni volta che torna indietro dopo aver sbattuto è sempre la medesima.
perché non fa un passettino in più o in meno una volta? questione di millimetri.
perché non torna camminando a ritroso?
ci dev'essere una motivazione matematica ma mi sfugge. vorrei esser formica invece che parco per capirla, invece sono parco e mi tocca solo osservarla.
forse la formica sa quello che tanti ignorano. sa che per capire le cose bisogna prenderne un pochino le distanze, ma non troppo altrimenti non proveresti nulla a lasciarle scivolare via. dunque la formica non sa solo quanto distaccarsi dal suo muro personale per trovarvi finalmente un varco, forse ha proprio una regola che stabilisce quanto distanziarsi da tutte le cose per riuscire a metterle a fuoco e capirle e non perderle.
quella maledetta! tu pensi sia lì, piccola indifesa, in balia di tutto ed invece proprio lei sa analizzare e comprendere esattamente una situazione di estremo pericolo. e una volta strigata quella, qualsiasi altra circostanza non è altro che semplice quotidianità.
allo stesso modo questo messaggio vagherà. proverà tutte le porte fino a raggiungere la destinazione. busserà, entrerà, non troverà il giusto destinatario, girerà su se stesso, si allontanerà un po' dalla porta, ripartirà in direzione di quella accanto e via così.
ma alla fine ce la farà. troverà il destinatario.
ci mettesse anche mille mila anni. dovesse arrivare quasi a morire per.
alla fine lo troverà e quando lo troverà gli griderà in viso
c'è bisogno di una moka più grande.
c'è un fottuto bisogno di una moka più grande.
...thoughts arrives like butterflies.
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