martedì 15 novembre 2011

This must be the wrong place

[a.k.a. resocronaca realistico-surreale del vivere in provincia]






"...e potresti per esempio chiedere a questo che so che..."
"...ma si, io dovrei conoscere quello che forse..."
"vai li, fai cosi, chiedi qui!"
"sei andato li? hai fatto cosi? hai chiesto qui?"


E pausa

E un concerto, qui vicino e facce conosciute ma ormai estranee.
E la musica entra, riempie.
E forse non era la musica adatta a quel momento, bisogna assecondare gli stati d'animo.

E mangi. Corri. La tv non prende. Il telefono non prende. Mangi. Corri.
E telefilm telefilm telefilm.
E libri! Good!
E fango! Good!
E non credevo neppure tu sapessi leggere...

E cene. Vino e caffè.
E "ma la Belen è incinta!".
E "ho ordinato la macchina nuova, tanto la scarico".
E sonno. E mal di testa.
Assecondo.
E pausa

E occhi completamente sgranati la notte, perché in questa casa il buio è più buio.
E pareti, stipiti, spigoli. Li conosci ma non così bene e ci sbatti lo stesso contro.
E cade il computer, cade il telefono.
E cade la gomma, ma quella rimbalza.
Il bianchetto non avrebbe rimbalzato.

E persone qui e persone li. Le stesse.
E vanno in camerino, cambiano abiti, cambiano personaggio. Ma i segni particolari restano.
"...per dirti cose vecchie con il vestito nuovo." Quasi.
E alcool. E sonno.
Non assecondo. Stavolta no.
Chi si lascia. Chi si ritrova. Chi si perde. Chi semplicemente non si trova.


Discorsi discorsi discorsi.
E riflessi[oni].

E fa freddo. Al mare - d'inverno - fa freddo.

Hai gli occhi chiusi e sai
di anice in bocca.

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