"emilio è bbbuono"
è stato detto una volta e anche più d'una da una persona che ad un certo punto deve avere smesso di pensarlo. sicuramente di dirlo.
e poi emilio non è più stato buono. o meglio si ma nessuno l'ha più notato. perché la definizione di buono è molto molto soggettiva e circostanziale. buono è quello che ti fa bene, cattivo è quello che ti fa male. poco importa che fare il bene o il male a sua volta sia soggettivo. in qualsiasi circostanza LA SCELTA comporta sempre una buona probabilità che qualcuno sia in disaccordo, altrimenti bisognerebbe pensare di pensare tutti allo stesso modo. e questo si che è altamente improbabile. perciò cattivo diventa diverso. diverso da te, da quello che pensi tu, da quello che senti tu, da quello che vorresti sentirti dire tu. ed ecco che cattive in un attimo diventano davvero tante persone e non è più così dannatamente cool essere cattivi, anzi il vero alternativo a questo punto mirerà ad essere buono per diversificarsi. una schiera di sedicenni che, al culmine della propria fase di ribellione acuta, diranno solo: "si mamma, si papà. vi sono debitore per aver tolto il preservativo quella fatidica notte".
ora che si prenda ad esempio brandon walsh. voglio dire...etichettare lui come cattivo significherebbe dare a steven spielberg del regista pedo-pornografico. eppure lui la pensa proprio diversamente da un sacco di persone del suo entourage. in dieci anni di BH90210 ha collezionato un numero impressionante di litigi con tutto il cast, probabilmente anche con costumisti e tecnici delle luci. ovviamente poi si è riappacificato con tutti. e tutto solo perché -cazzo- ha delle convinzioni -cazzo- e le persegue. di qualsiasi genere: sessuale, sentimentale, politico, razziale, etico. tutto.
e dunque d'un tratto ti ritrovi ad essere randall flag, il colonnello kurtz, freddie krueger e non fai altro che dire la verità. quando si dice che le parole feriscono più delle armi. no, togli kurtz e togli randall. solo freddie krueger. ti prendi il privilegio di infrangere le illusioni delle persone, di distruggere i loro sogni con un'aspra prospettiva a volo d'uccello sulla realtà. e ti chiedi se sia giusto. ti chiedi se anche tu non abbia delle illusioni e qualcuno capace di distruggerle. te lo chiedi e ti rispondi che sicuramente le hai ma che sai etichettarle come tali e quindi, se qualcuno le distruggesse, tu saresti preparato. ti piace pensare che sia così almeno. fino a prova contraria.
in effetti tutti i grandi uomini, tutti i buoni, sono tali poiché hanno incarnato i sogni di molte persone, se ne sono fatti portatori, hanno dato la vita per realizzarli. certo in quest'ottica risulti essere davvero un po' stronzo, ma quest'ottica è un po' fiabesca a sua volta perché il dato che emerge forte come un pugno è che comunque tutte queste persone da sole non sarebbero evidentemente riuscite a perseguire quello stesso sogno e perciò hanno avuto bisogno di appoggiarsi a qualcuno che invece aveva il potere di farlo. ergo se ne stavano li, cullando il loro neonato sogno ma incapaci di infilarlo in un vortice di eventi che lo avrebbe trasformato in realtà.
la differenza tra come siete e come vi vedete è sufficiente ad uccidere molte persone
tu non puoi volare. da solo intendo. il tuo corpo non è progettato per il volo. le tue ossa sono piene, non cave. magari con millenni di evoluzione un tuo pro-pro-pro-pro nipote potrà, ma tu no. e non è cattivo chi ti dice che non lo puoi fare, sei tu l'illuso che pensa di poterlo fare.
...farlo apposta è roba da idioti.

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