strade che ti portano lontano, che ti ci porterebbero se le seguissi
strade che ti portano vicino ma pur sempre lontano
strade che non sanno bene dove portarti ma vogliono che tu le segua
sono sinuose nel loro avanzare incerto
ti attirano verso di loro e ti ritrovi in un loop
un circuito automobilistico diceva ultimo parri
raccontò che c'erano due strade, per tornare a casa, ma solo in una si sentiva il profumo di more, sempre, anche d'inverno. disse che era la più lunga. e che suo padre prendeva sempre quella, anche quando era stanco, anche quand'era vinto.
questa è stata la tua. l'hai percorsa tutta, ti sei lasciata convincere dall'odore. quell'odore è bastato a spingerti avanti anche quando le forze sembrava ti abbandonassero. tu, come un ciuco con appesa davanti una carota irraggiungibile hai avanzato. sei arrivata fino al punto in cui l'odore delle more (o era delle rose?) è solo un vago ricordo e la strada riacquista la linearità che ci si aspetterebbe da lei.
ora ne sei fuori, però. indecisa su quale sia la tua prossima.
lontano è dove sei sempre voluta andare. non sai di preciso lontano dove. lontano e basta.
e non è solo questione di chilometri, è il fascino della sfida che ti tira verso quella strada.
strade strade strade, sempre strade e mai posti. così tanta fretta di andare dove? chissà.
perché vicino è noto.
perché vicino è semplice.
perché vicino ci puoi sempre andare.
perché vicino, quando puoi andare lontano?
così tanti vicino a spiegare perché lontano.
perché lontano è sogno. vicino è realtà. dicono.
MA
vicino è qui. accanto. la strada è così corta che puoi vederne la fine e quello che senti, si, quello che senti è proprio odore di more. lo stesso di prima, puoi giurarlo. proprio quello che cercavi.
OOPS
nonono, te ne freghi e ti incammini per la strada che porta lontano.
uno. due. tre. passi.
il quarto non viene proprio. ora che hai visto quello che c'è vicino. ora che sai quanto è bello quello che è vicino. ora che quell'odore ti è entrato dentro non puoi più farne a meno. già nel muovere i primi tre passi sapevi che ti saresti fermata, ma ci hai comunque provato; sei testarda e questo si sapeva.
non provi neppure più la minima resistenza perché comunque sai che è l'odore che ti muove. l'odore e poco altro, ma davvero poco.
ritorni sui tuoi passi e adesso contali bene
lontano sarà anche sogno ma vicino è il tuo sogno
e lontano è già lontano e più lontano non può essere
e tu vuoi vivere avvolta dall'odore delle more (e delle rose).
avevo sedici anni. mia madre mi diede un ceffone. poi mi disse una frase che lei, florence, deve imparare a memoria. mi disse: se ami qualcuno che ti ama, non smascherare mai i suoi sogni. il più grande, e illogico, sei tu.

- Perché si impara a nuotare, mamma, se al largo ci sono gli squali? - Perché l’oceano è grande, - mi viene da rispondergli - Molto più grande di uno squalo.
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