sabato 17 marzo 2012

Questa irrefrenabile voglia di spaccare tutto

Avrei voluto scegliere diversamente nella vita.
Magari peggio, credo meglio, ma comunque diversamente.
Avrei voluto essere altrove ora.
Avrei voluto scrivere un intero post su teorie bislacche sulla velocità degli zombie.
Ma credo lo farò domenica p.v.
E invece sono qui. E con qui intendo in quel luogo che una persona molto cara, con grande esattezza, definì "la cazzofottutissima", a gridare il mio dissenso ai quattro cyber-venti.


Come in conseguenza ad ogni balzo avanti nella cultura industriale del nostro paese, magari di tutti ma io parlo per me, ecco arrivare anche sui nostri schermi le grandi migrazioni dei lavoratori. Non perché la "fabbrica" paghi bene, ma solo perché in fabbrica c'è tanto da fare. E così è tutto un affannarsi a fare più ore possibile perché, si sa, cento milioni di centesimi di euro fanno pur sempre un milione di euro.
E produzioni seriali di cieli stellati e sicuri. Molto sicuri perché il team della sicurezza ora è più ricco di due elementi presi a caso da uno stagno e trapiantati in mezzo al niente, alloggiati in un paesino che, non per charme ma solo per desolazione, assomiglia all'insiediamento fantasma di Pentedattilo. Lo conoscete?




E poi per sfortuna nera i tuoi compagni di ventura hanno la voglia di vivere degli abitanti di Pentedattilo e poi ancora non hai un mezzo di trasporto. E che fai?
Provi a girare per il paese e scopri che qui alle 21 chiudono i bar. Alle 21! No, aspettate, bisogna ribadirlo. Alle 21.
Intorno ci sarebbe un mondo ma servono mezzi di trasporto.  Bisogna riorganizzarsi.
E' che purtroppo, così, nonostante si lavori divertendosi e nonostante i centomilionidicentesimi di euro, la qualità della vita ne risente parecchio.

Sveglia, buongiorno, colazione in piedi, ore 07:00 pronti in cantiere.





undici ore più tardi


Ore 18 si esce. Ma non si fuma. Casa. No albergo. E non si fuma. E non si bestemmia. 
E che cazzo.
Si perché si può fumare solo in certe zone fumo, tra le quali non figura di certo l'automobile. Né la camera. Né qualunque cosa. Eccezion fatta per cinque zone fumo.
E' una dura, costante guerra contro l'impoverimento culturale. Ti distrai un attimo e ti trovi un decerebrato che ama il calcio. Attenzione! La sicurezza del proprio sé pensante è fondamentale.


Ciò che mi consola è un'amara considerazione. Ma non sono sempre stato io l'egocentrico? Forse chi mi ha sempre definito così non ha mai buttato un occhio fuori. Forse sono un egocentrico subdolo e fingo di non esserlo ma sotto sotto insinuo il mio egocentrismo pian piano nelle menti altrui. Non so, la fabbrica è un piccolo universo sociale e come tale bisogna conoscerne le regole base per poterne far parte e poi ci vuole un po' di tempo per adottarne le convenzioni o far pace con esse. 
Intanto studiamo. 
E scriviamo che è meglio. Ma non qui, o meglio non solo.


Le luci della centrale elettrica ed io c'eravamo abbastanza amati. Ma ora abbiamo litigato.


Per scaldarsi non ci basteranno le nostre mani.

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